Intelligenza artificiale per la diagnosi delle retinopatie

A Singapore si sperimenta un algoritmo in grado di riconoscere patologie importanti con l’analisi di una semplice fotografia. Cresce l’uso di applicazioni «smart» in sanità.

Negli ultimi cinque anni, le reti neurali profonde hanno trovato diverse applicazioni in campo medico. L’apprendimento profondo (deep learning) è stato anche integrato in oculistica, in particolare con l’uso di immagini tomografiche del fondo oculare e della coerenza ottica. È stato dimostrato che l’apprendimento profondo è in grado di rilevare la retinopatia diabetica, il glaucoma, la degenerazione maculare legata all’età, l’edema maculare diabetico e la retinopatia nei prematuri e persino di prevedere diversi fattori di rischio cardiovascolare sistemico. Nell’aprile 2018, la Food and Drug Administration statunitense ha approvato il primo dispositivo di riferimento basato sull’intelligenza artificiale (Ia) per la retinopatia diabetica. (dal Corriere della sera)

Pin rubati alla biglietteria automatica della Stazione centrale di Milano

17-08-2019 – Due gli arrestati. La loro tecnica: montavano «registratori» di codici sulla macchina che vende i tagliandi. Gli agenti li hanno aspettati per due giorni. È probabile che facciano parte di una delle bande europee di «clonatori». Questa tecnica fraudolenta viene definita “skimming” e registra i dati della carta di credito che poi vengono “prosciugate”. [Leggi articolo da “Corriere.it”] – [Video da “Corriere.it”]

Google, l’intelligenza artificiale ora può prevedere il rischio di morte dei pazienti

E se in ospedale oltre al parere di uno specialista si potesse avere anche quello di un programma di intelligenza artificiale? La domanda non è completamente surreale, stando agli ultimi sviluppi pubblicati da Google su un progetto chiamato «cervello medico». Un algoritmo che si avvale di una rete neurale tecnologica, una forma di intelligenza artificiale in grado di prevedere, quasi con certezza, la morte o meno di una persona nel giorno successivo alla sua analisi. Inserendo nel programma alcuni dati del paziente, può dire quanto tempo rimarrà in ospedale, se e quando morirà e se la malattia potrà avere delle ricadute in futuro. La rete neurale, sostengono da Google, aggiorna col tempo le previsioni, a seconda delle condizioni del malato, molto più velocemente e in modo più accurato di quanto farebbe un medico umano.

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